Le professioni digitali del futuro secondo Assolombarda

Assolombarda confindustria Milano Monza e Brianza: le professioni del futuro. Tecniche, mestieri e digital art

Che lavori faremo domani? Assolombarda propone un viaggio nelle Professioni digitali del futuro. Tecniche, Mestieri e Digital Art agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione milanesi.


È ormai assodato, come emerge da studi su vasta scala – Adobe Gen-Z in the classroom – o da ricerche economiche come What will future jobs look like? presentata da Andrew McAfee già nel 2013, che il mondo delle professioni subirà radicali cambiamenti a causa della tecnologia, della robotica, dell’intelligenza artificiale, etc. nel prossimo futuro.
Le statistiche ci dicono, infatti, che il 65% degli studenti di oggi, farà un mestiere che non è stato ancora inventato. Inoltre soft skill, competenze transdisciplinari e abilità interpersonali e di comunicazione saranno le principali risorse da sviluppare in questo nuovo scenario.

ASSOLOMBARDA E LE PROFESSIONI DIGITALI DEL FUTURO

Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, osservatorio privilegiato sul mondo industriale, propone agli studenti delle università milanesi del settore della comunicazione – tra cui quelli di Scienze Psicosociali della Comunicazione dove insegno a Milano-Bicocca – una sorta di mappatura dei profili e delle competenze professionali più richiesti.
L’idea è quello di creare un ponte, tra chi si sta ancora fomando e si interroga su “cosa farà da grande” e il contesto professionale in cerca di nuove competenze e specializzazioni emergenti nel vasto settore della comunicazione.

L’evento ha proposto le testimonianze dirette sia di chi lavora da tempo che di giovani professionisti. Tra le persone che si sono alternate sul palco: Andrea Delogu, del Gruppo Mediaset e direttore Gruppo Media, Comunicazione e Spettacolo di Assolombarda stessa, Domenico Catagnano, (@DCatagnano) caporedattore di TgCom24 e Enrico Chiara responsabile dei contenuti digitali delle testate del Gruppo Mondadori, la streaming playlist manager di Warner Music Federica Rapizzi, Benedetta Airoldi, info designer di The Visual Agency o il digital marketer Aliosha Fumagalli.

EVERGREEN E NUOVI PLAYER

La rivoluzione digitale ha sicuramente destabilizzato il mondo tradizionaledei media, dalla televisione alla musica, dal cinema all’editoria. Allo stesso tempo, è stata l’occasione di un profondo rinnovamento e di una ibridazione dei linguaggi e dei processi.

Professioni esistenti hanno sviluppato competenze nuove. È il caso dei giornalisiti che sono passati dalla scrittura, alle fotonotizie, fino ad approdare all’attuale aggiornamento in tempo reale, più simile al flusso televisivo che non alle edizioni di un giornale.

Altre sono nate ex-novo, proprio a partire dalle realtà mediali abilitate dal web 2.0.
Daria Bernardoni (@filodaria) porta come esempio l’esperienza sviluppata in Freeda. La startup lanciata a febbraio 2016 abita piattaforme come Facebook e Instagram con contenuti nativi, anziché sfruttare i social per portare traffico sul proprio sito. Inoltre, le persone protagoniste dei video vengono selezionate tramite casting, come si farebbe per un programma televisivo. Il concetto alla base dell’iniziativa che vuole “cavalcare draghi come Daenerys in Game of Thrones” è intercettare le persone dove si trovano. Facebook in Italia ha, infatti, ha un pubblico di 30 milioni di utenti al mese, di cui circa 5 composti da donne tra i 18 e i 34 anni, ovvero il target di Freeda.

Tra le competenze più ricercate oltre alla SEO (Search Engine Optimization) si trovano soprattutto quelle relative alla produzione video, the next big thing da quando Facebook li ha lanciati (sia in diretta che in differita). Il paradigma digitale e social, tuttavia, introduce nuove sfide: filmati che vengono visti senza audio, ma con i sottotitoi, in formato verticale, non solo orizzontae a 16/9 o addirittura quadrati, rimettendo in discussione prassi di regia, inquadratura e montaggio consolidate.

Freeda
Le professioni digitali del futuro e la redazione di Freeda

Sempre di video si tratta, quando parliamo della carriera del vlogger, come nel caso di Daniele Selvitella () e del suo canale Youtube Daniele Doesn’t Matter da più di un milione di follower. Una professione – ormai a tutti gli effetti, grazie al programma di affiliation e adv di Google – che parte dello story-telling e coinvolge differenti skill e professionalità. Per i 5 minuti di video, infatti, ci sono ore e giornate di lavoro. Una prima fase di ricerca per cogliere spunti, stimoli e suggestioni e documentari. La capacità autoriale di scritttua, editing e sceneggiatura per creare il messaggio. Competenze di regia e da attore sempre più complesse, dalla scelta delle luci al green-screen etc con un girato di circa 4 o 5 ore. Il lavoro di video making/editing e montaggio che coinvolge sia l’uso dei software che tecniche ed effetti visivi (anche 16/18 ore di elaborazione per un risutato finale di pochi minuti). Fino alla gestione dei social media, campagne di comunicazione, attività di SEO e ottimizzazione per distribuire e, possibilmente, rendere virale il messaggio.

DATI, CONTENT CREATION & DISTRIBUTION

I dati, la loro analisi e interpretazione, ma, soprattutto la loro visualizzazione sono uno degli ambiti in pieno svilupppo. A partire dai big data fino all’infografica e il data visuailzation la grande massa di informazioni che ci arriva sugli utenti ed il loro comportamento, dalle analilitycs dei siti etc, sono alla base di molti nuovi profili professionali che coinvolgono sia gli aspetti statistici che comunicativi.

I social media, lo streaming di notizie e il flusso di user generated content cambia profondamente le modalità di scrittura e di distribuzione dei contenuti. Content creation e content curation – la capacità di selezione e organizzazione delle fonti nell’overload informativo – sono due ambiti in forte espansione. Alla tradizionale capacità di scrittura, però, si affiancano comptenze trasversali come la capacità di scrivere codice e/o programmare e usare software professionali, di produrre e montare video, di creare messaggi anche sui canali audio o di fare visual story telling.


Per approfondire:

Ti potrebbe interessare anche:

Condividi su:

shares

Sharing is Caring

Help spread the word. You're awesome for doing it!