Care colleghe e cari colleghi,

la politica ci ha ormai abituati a riforme del sistema universitario scritte sulla base di scelte economiche e non delle reali necessita’ del sistema…

Nel 2008 la legge n 133 ha disposto il taglio dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) che costituisce la principale fonte di entrata per le Universita’ pubbliche. Inoltre ha imposto agli atenei il parziale blocco del turn-over. Con questo termine si intende il meccanismo di sostituzione del personale in cessazione di contratto: lo strumento essenziale per il rinnovo generazionale.

Oggi il Decreto Gelmini (DDL n 1905) prevede l’abolizione della figura del ricercatore a tempo indeterminato come la conosciamo oggi e istituisce nuove forme di contratto a tempo determinato, istituzionalizzando cosi’ una figura precaria con prospettive di inserimento nel mondo accademico e di successivo avanzamento di carriera pressoche’ nulle.

Gli effetti dell’azione congiunta di questi provvedimenti e della conseguente protesta dei ricercatori interessano noi studenti in modo diretto.

Posticipo delle lezioni: I ricercatori hanno finora svolto lezioni frontali che non erano tenuti a fare, prendendosi carico di buona parte della didattica nei vari Corsi di Laurea. Questa situazione li ha costretti a trascurare la loro attivita’ principale: la ricerca, comunque riconosciuta ad alti livelli in ambito internazionale. Per noi studenti, trascurare la ricerca significa svuotare di sostanza l’insegnamento universitario che su di essa e’ fondato. Vista l’insostenibilita’ di questa situazione, ora molti ricercatori si sono dichiarati indisponibili a svolgere l’attivita’ didattica non obbligatoria, come unico mezzo efficace di protesta. In tutti gli Atenei Italiani molte Facolta’, riconoscendo la gravita’ della situazione hanno deciso di posticipare l’inizio dell’anno accademico al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica. In Bicocca le facolta’ di Scienze MM.FF.NN, Medicina e Psicologia hanno iniziato l’anno accademico l’11 ottobre per questo motivo.

Impoverimento dell’offerta formativa: La prima conseguenza tangibile del taglio ai finanziamenti e’ stata l’eliminazione di attivita’ di supporto alla didattica, quali i precorsi per le matricole. Un altro rischio concreto e’ la soppressione di un numero consistente di esami opzionali gia’ presenti nei piani di studio e addirittura la chiusura di interi corsi di laurea nel medio periodo.

Regressione della qualita’ della didattica: Molti professori saranno costretti a tenere in contemporanea piu’ corsi di quanto fatto finora. Ne deriveranno un’eccessiva mole di lavoro per il singolo docente e la conseguente diminuzione del tempo dedicato a studenti e ricerca, nonche’ un abbassamento della qualita’ media della didattica: diverse lezioni saranno infatti tenute da docenti che non si occupano in modo specifico dell’ambito degli insegnamenti.

Diritto allo studio: Il Decreto Gelmini prevede l’istituzione di un fondo speciale per il merito, che dovrebbe garantire premi di studio e prestiti d’onore per gli studenti piu’ meritevoli. Non viene data importanza al reddito, se non per quanto riguarda i criteri di restituzione del prestito. Il fondo inoltre si basera’ su supposti versamenti di privati (i finanziamenti pubblici sono limitati ai soli premi di studio), i quali potranno decidere di vincolarlo ad aree o progetti specifici. Si teme, infine, che il fondo possa soppiantare, in futuro, altri interventi per il diritto allo studio.

Questi provvedimenti avranno pesanti conseguenze anche per noi studenti. La gravita’ della situazione ci ha spinti a inviare questa sintetica comunicazione, che non vuole essere esaustiva delle dinamiche in atto.

Vi esortiamo quindi ad approfondire questo argomento che ci riguarda da vicino, anche chiedendo maggiori informazioni ai vostri docenti e ricercatori.

Vi ricordiamo inoltre che potete trovarci nelle aule rappresentanti (U2 piano terra e U6 piano -1), sempre disponibili per qualunque chiarimento.

Il Consiglio degli Studenti

Lettera approvata nella seduta del Consiglio degli Studenti del 15/10/2010 con 12 voti a favore e 5 astensioni.